Curve da mare, curve d'amare

Anche Calzedonia strizza l’occhio alle donne curvy, tutte quelle ragazze, magari anche magre che, però, hanno le cosiddette curve al punto giusto e spesso si sentono costrette nei costumi da bagno classici che trovano nei punti vendita. Del resto le donne italiane sono, per la stragrande maggioranza, curvilinee e siamo sicure che questa capsule collection, denominata Sweet Shapes, riscuoterà un ottimo successo.


Kate Winslet dichiara guerra alla taglia 38

Sei candidature e un Oscar (nel 2009 come migliore attrice per The Reader), Golden Globes, Grammy Award e una marea di altri premi: Kate Winslet, a soli 37 anni, ha un curriculum da far paura. Merito del suo talento indiscusso di attrice, ma anche del suo fascino di donna.

Una donna che, pur avendo tutte le carte in regola e pure i diritti, non ha mai fatto la diva: “Ho sempre avuto – dichiara Kate al settimanale Vanity Fair – una vita normale e sempre l’avrò. Sono gli altri, è tutto quello che gira intorno al mio mestiere che la rende ‘anormale’. Io cucino, faccio la spesa, accompagno i miei figli a scuola”.

E’ una delle poche star hollywoodiane a rifiutare senza appello l’idea di ricorrere ai ritocchini e roba simile, anzi  sta portando avanti una vera e propria crociata nei confronti di botox e lifting e ha persino fondato la Lega Britannica contro la chirurgia plastica.

Un’altra lotta strenuamente condotta da Kate è quella a favore delle curve femminili, per le donne che sono ben lontane da quella taglia 38 purtroppo identificata come ‘meravigliosa’ da tante giovani e da troppi operatori nel settore moda: “Credo sia importante – tuona Kate – continuare a ribadire che la normalità non è quella che ci fanno vedere. Ad essere sincera, io neanche le conosco donne che portano la 38. Anzi sì, una: mia figlia. Solo che Mia ha 11 anni”. Parola sacrosante.

Kate è sempre stata formosa e, in passato, ne ha anche sofferto. Adesso non più: “È una di quelle cose di cui ho imparato veramente a fregarmene. Una volta no, mi ferivano (i commenti sul suo peso, ndr). A 20 anni dicevo che non mi importava, pubblicamente facevo la superiore, ma dentro ne morivo. Adesso no. Ci vuole tempo, ma si impara”. Come ha imparato? Sbattendoci la faccia. E spostando la prospettiva. Il lato B abbondante? E’ una fortuna, non una condanna: “Sono sinceramente grata – rivela Kate – per il mio sedere. Oddio, non è una battuta fantastica?”.

 

(da vivobenedonna.com)