{"id":402,"date":"2020-10-06T18:27:29","date_gmt":"2020-10-06T16:27:29","guid":{"rendered":"http:\/\/femminileplurale.com\/?p=402"},"modified":"2025-08-26T11:26:03","modified_gmt":"2025-08-26T09:26:03","slug":"%f0%9d%91%b0%f0%9d%92%8d-%f0%9d%92%93%f0%9d%92%82%f0%9d%92%88%f0%9d%92%82%f0%9d%92%9b%f0%9d%92%9b%f0%9d%92%90-%f0%9d%92%84%f0%9d%92%89%f0%9d%92%86-%f0%9d%92%91%f0%9d%92%82%f0%9d%92%93%f0%9d%92%8d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/femminileplurale.com\/?p=402","title":{"rendered":"\ud835\udc70\ud835\udc8d \ud835\udc93\ud835\udc82\ud835\udc88\ud835\udc82\ud835\udc9b\ud835\udc9b\ud835\udc90 \ud835\udc84\ud835\udc89\ud835\udc86 \ud835\udc91\ud835\udc82\ud835\udc93\ud835\udc8d\ud835\udc82\ud835\udc97\ud835\udc82 \ud835\udc82\ud835\udc8d\ud835\udc8d\ud835\udc82 \ud835\udc8d\ud835\udc96\ud835\udc8f\ud835\udc82 (\ud835\udc74\ud835\udc82\ud835\udc95\ud835\udc95\ud835\udc86\ud835\udc90 \ud835\udc85\ud835\udc8a \ud835\udc73\ud835\udc82\ud835\udc8e\ud835\udc91\ud835\udc86\ud835\udc85\ud835\udc96\ud835\udc94\ud835\udc82) \ud835\udc85\ud835\udc8a \ud835\udc74\ud835\udc82\ud835\udc93\ud835\udc8a\ud835\udc84\ud835\udc8d\ud835\udc82 \ud835\udc6b\ud835\udc8a \ud835\udc6b\ud835\udc8a\ud835\udc90 \ud835\udc74\ud835\udc90\ud835\udc93\ud835\udc88\ud835\udc82\ud835\udc8f\ud835\udc90, \ud835\udc73\ud835\udc82\ud835\udc93\ud835\udc96\ud835\udc87\ud835\udc87\ud835\udc82"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> LAMPEDUSA, PRIMAVERA 1948\u00c8 nera, l\u2019acqua. Molle e nera. Inchiostro sotto la notte di unaprile appena nato e l\u2019aria pesante, gonfia di vapore. Sono in seipi\u00f9 un bambino. Tutti accosciati o seduti nella spadara di SalvatoreZinna, tranne Giuseppe che se ne sta al timone. \u00c8 la pi\u00f9 bella egrande spadara di Lampedusa. Rossa e verde per allontanare la malasorte. C\u2019\u00e8 chi mangia un pezzo di pane, chi fuma. Devono allontanarsi ancora un po\u2019. Dritti verso la Tunisia. Una quiete nervosa e alle orecchie solo sciabordio d\u2019acqua. Qualcuno \u00e8 preso dal sonno.Remano lenti, per conservare le forze. Matteo ha strillato come unossesso per convincere Barto, suo padre, a farlo salire con loro. \u00c8 stato accontentato e se ne sta accovacciato, infreddolito. Teso come una molla, ma soddisfatto. \u00c8 la sua prima caccia allo spada. Caccia dice lui. Non pesca. Una preda e un\u2019intera squadra di cacciatori. Non \u00e8 un pesce come gli altri, quello. \u00c8 fiero. Furbo. Forte. E lotta come una tigre. Non che ne avesse mai viste di tigri, Matteo, ma gli piace quella similitudine. Sa che il maschio segue la femmina in primavera. Li prenderanno. Ne \u00e8 sicuro. Almeno uno, s\u00ec, lo prenderanno. Se ne sta tranquillo, quindi, nel tremolio della lampara che balla in un angolo. Stringe gli occhi per vedere meglio. Capire. Ma tutto attorno \u00e8 un niente impregnato solo d\u2019attesa. E sapore di legno fradicio. Di petrolio. Odore di pelle sudata. Salsedine in bocca, addosso. Umori di uomini-pesci. Fatti di carne e sangue, alghe e licheni. Il suo desiderio proibito \u00e8 quello di salire sull\u2019albero, fare da vedetta. Ma neanche a parlarne. \u00c8 ancora un moccioso ma ancora quattro o cinque anni e ce l\u2019avrebbe fatta. Almeno cos\u00ec dice suo padre. Intanto in quel silenzio liquido e in quel mare buio che pare un cimitero, Salvatore comincia a cantare sottovoce. Si uniscono gli altri, ma forse perch\u00e9 \u00e8 troppo cupo, attorno, con la luna bianca come latte appena munto, ma sbilenca, mangiata dalla foschia, o forse perch\u00e9 Barto \u00e8 quantomai scostante, fatto sta che pi\u00f9 che un canto, si leva un mormoriolugubre e mesto come un requiem. Poi si zittiscono tutti e si coagula, come rugiada, quel silenzio di pescatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">#Ilragazzocheparlavaallaluna #Didiomorgano #Laruffa #incipit #selezione #lettori #6opere #femminileplurale #Allumiere <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"slide-text-bg2\"><span>LAMPEDUSA, PRIMAVERA 1948\u00c8 nera, l\u2019acqua. Molle e nera. Inchiostro sotto la notte di unaprile appena nato e l\u2019aria pesante, gonfia di vapore. 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