{"id":872,"date":"2025-07-23T18:43:36","date_gmt":"2025-07-23T16:43:36","guid":{"rendered":"http:\/\/femminileplurale.com\/?p=872"},"modified":"2025-08-26T11:26:02","modified_gmt":"2025-08-26T09:26:02","slug":"%f0%9d%91%b3%f0%9d%92%82-%f0%9d%92%91%f0%9d%92%82%f0%9d%92%93%f0%9d%92%90%f0%9d%92%8d%f0%9d%92%82-%f0%9d%92%87%f0%9d%92%86%f0%9d%92%8e%f0%9d%92%8e%f0%9d%92%8a%f0%9d%92%8f%f0%9d%92%8a%f0%9d%92%94","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/femminileplurale.com\/?p=872","title":{"rendered":"\ud835\udc73\ud835\udc82 \ud835\udc91\ud835\udc82\ud835\udc93\ud835\udc90\ud835\udc8d\ud835\udc82 \ud835\udc87\ud835\udc86\ud835\udc8e\ud835\udc8e\ud835\udc8a\ud835\udc8f\ud835\udc8a\ud835\udc94\ud835\udc95\ud835\udc82, \ud835\udc7c\ud835\udc8f\ud835\udc82 \ud835\udc94\ud835\udc95\ud835\udc90\ud835\udc93\ud835\udc8a\ud835\udc82 \ud835\udc91\ud835\udc86\ud835\udc93\ud835\udc94\ud835\udc90\ud835\udc8f\ud835\udc82\ud835\udc8d\ud835\udc86 \ud835\udc86 \ud835\udc91\ud835\udc90\ud835\udc8d\ud835\udc8a\ud835\udc95\ud835\udc8a\ud835\udc84\ud835\udc82, \ud835\udc7d\ud835\udc82\ud835\udc8f\ud835\udc86\ud835\udc94\ud835\udc94\ud835\udc82 \ud835\udc79\ud835\udc90\ud835\udc88\ud835\udc89\ud835\udc8a, \ud835\udc74\ud835\udc90\ud835\udc8f\ud835\udc85\ud835\udc82\ud835\udc85\ud835\udc90\ud835\udc93\ud835\udc8a."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ero bambina la parola femminista faceva parte del mio lessico famigliare. Mia mamma, infatti, era una \u00abfemminista\u00bb. Questa parola ne portava con s\u00e9 altre come collettivo, compagne, manifestazione, <em>autocoscienza<\/em>, ma anche <em>utero, vagina, ano<\/em>. Con le compagne del collettivo si andava alla manifestazione, l\u00ec si cantava una canzone che faceva cos\u00ec: \u00abl\u2019utero \u00e8 mio e me lo gestisco io e il capitano che si gestisca l\u2019ano\u00bb. Il capitano erano gli uomini, tutti quanti. C\u2019era anche l\u2019autocoscienza ma io l\u00ec non potevo andarci.<br>Essere femministe significava, per me bambina di cinque anni, disegnarmi in faccia dei fiori con il rossetto. Significava avere gonne colorate, stare insieme, grandi e piccole. A casa, significava leggere libri come <em>Arturo e Clementina<\/em> o <em>Rosaconfetto<\/em> pubblicati da una casa editrice che si chiamava<br> Edizioni dalla parte delle bambine. Essere femministe era una cosa che riguardava la mia mamma, non il mio babbo. Lui non era femminista, era del PdUP.<br>Ma non tutte le donne erano femministe. Non lo era di certo la madre della mia compagna di scuola, che diceva che la mia mamma era una puttana perch\u00e9 non viveva con il mio babbo: erano separati. Non lo era nemmeno la mia maestra, che aveva i capelli bianchi e mai le sarebbe venuto in mente di cantare \u00abl\u2019utero \u00e8 mio e me lo gestisco io\u00bb. Non lo era mia zia, che amavo tantissimo, che si era fidanzata con mio zio a sedici anni, perch\u00e9 loro erano comunisti. Nemmeno mia nonna, la persona con cui passavo gran parte del mio tempo, era femminista. Questo me lo spiegavo col fatto che era vecchia, come la mia maestra: aveva cinquant\u2019anni, ma per me allora era vecchia e per questo non poteva capire.<br>Lei non solo non era femminista. A lei le femministe proprio non piacevano, perch\u00e9 non le piaceva mia madre, forse, o perch\u00e9 lei non aveva fatto in tempo a esserlo, femminista, senn\u00f2 chiss\u00e0 quante volte avrebbe lasciato mio nonno invece di sopportarlo. Invece di prendersi le botte e di dargliele.<br>Perch\u00e9 essere femministe significava anche divorziare, smetterla di prendersi le botte, di sopportare le sbronze, i ritardi, di chiamare al bar Libia perch\u00e9 la cena era pronta da un pezzo e si freddava. E non si doveva nemmeno arrivare a questo per separarsi.<br>Lo si poteva fare anche cos\u00ec, tanto per farlo. Infatti, la mia mamma e il mio babbo si erano lasciati anche se lui non la picchiava, n\u00e9 la faceva aspettare: solo aveva tante altre donne, anche loro femministe, e io ero l\u2019unica a scuola con i genitori \u00abseparati\u00bb.<br>Essere femministe significava anche avere il diritto di scegliere se avere una figlia oppure no. Lo sentivo dire ai collettivi. A sei anni sapevo che l\u2019aborto doveva essere un diritto. E poi, la cosa pi\u00f9 importante, o almeno a me sembrava cos\u00ec: essere femministe significava esserlo insieme.<br>Da sole si era bambine, ragazze, donne. Ma femministe no.<br>Quello lo si era tutte insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">#LaParolaFemminista\n#VanessaRoghi #Roghi #Mondadori #incipit #copertina #foto #fotografia\n#femminileplurale #premioletterario #Allumiere #Roma #premioletterarioallumiere\n#concorso #libri #lettaratura #cultura #opere #opereinconcorso #cinquina\n#concorso #selezione #giuria #lettori #settimaedizione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"slide-text-bg2\"><span>Quando ero bambina la parola femminista faceva parte del mio lessico famigliare. Mia mamma, infatti, era una \u00abfemminista\u00bb. 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