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Luglio 1943
Durante i bombardamenti che avevano preceduto lo sbarco degli alleati, Rosina aveva mantenuto il suo abituale contegno controllato, mentre la figlia Sara quasi perdeva la ragione, e correva a perdifiato verso il rifugio tenendo per mano Mariuccia, la sua bambina. Rosina, invece, prendeva la borsetta, metteva lโ€™immancabile cappellino nero con la veletta che le copriva il viso fino al mento e si avviava verso il rifugio al braccio di suo genero, a passo risoluto ma misurato.
Palermo era stata quasi rasa al suolo dalle forze alleate, che bombardavano dal cielo per preparare lo sbarco. Avevano cominciato gli inglesi. I Lancaster della RAF giravano sopra la cittร  cercando lโ€™obiettivo. La piccola Mariuccia li sentiva, facevano un rumore inconfondibile, come un ronzio intermittente. Iniziava da molto lontano e lei non era sicura che fossero veramente i bombardieri. Metteva la testa sotto il cuscino per la paura, non lo voleva sapere. Aveva visto le macerie vicino al porto e pensava che se fosse caduta una bomba sulla loro casa, di loro non sarebbe rimasto piรน niente. Ma poi il rumore si avvicinava, diventava piรน distinto. Allora non poteva piรน fare finta di ignorarlo e correva nella stanza dei genitori. Sara era giร  in piedi, con i pochi gioiellini dโ€™oro e gli scarsi risparmi nascosti in una sacca di stoffa cucita sotto il vestito. Mariuccia si stringeva alla mamma o al papร  e aspettava. Il piรน delle volte non cโ€™era bisogno di uscire di casa. Gli aerei restavano lontani, bombardavano fuori Palermo, forse lโ€™aeroporto di Boccadifalco. Si sentivano dei tonfi sordi, ed era meglio non pensare a chi era rimasto sotto.
Ma quando avevano iniziato gli americani, era stato il disastro. Appena suonava la sirena, giร  le bombe erano cadute, non piรน solo sul porto ma sullโ€™intera cittร . Tutti correvano ai rifugi, benchรฉ si sapesse che non erano sicuri. Alcuni erano solo delle grotte naturali, quelle della setta dei Beati Paoli che risalivano ad alcuni secoli prima. Decine di persone erano morte per una bomba scoppiata proprio davanti allโ€™entrata.
Tutti andavano a letto completamente vestiti. Appena suonava lโ€™allarme, subito si levavano e si affrettavano verso il bunker. Sara prendeva Mariuccia per mano e correva come una forsennata. Ogni tanto si fermava e si guardava alle spalle.
Il marito e la madre rimanevano sempre indietro. Allora lei si metteva a gridare: ยซAmunรฌ, currรฌti, currรฌti, presto, presto!ยป.

[Foto di Karyn Minerva]

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