Mary camminava svelta, durante quella mattina di inizio dicembre. Le sembrava non soltanto di recarsi al lavoro, in quella fredda alba di un autunno crepuscolare, ma, piรน propriamente, di essere come uno dei fili dโerba lรฌ, in mezzo a quei campi che costeggiavano la strada. Avvertiva quasi oscillare il proprio corpo alla stessa brezza che smuoveva le piante e i rami piรน sottili, facendoli dondolare con dolcezza, come in una culla. Nellโultimo tratto le parve di vedere il mondo intero, rannicchiato a moโ di bimbo indifeso, ai piedi del grande cancello dello studio dove, per la prima volta, avrebbe messo piede da giovane donna lavoratrice. Si sarebbe chinata per prenderlo delicatamente per mano e condurlo allโinterno, assieme a lei. Non che quello fosse il primo incarico che era stata chiamata a svolgere.Due anni prima, esattamente il giorno del suo diciassettesimo compleanno, aveva incominciato a lavorare come sarta per unโimportante fabbrica che si occupava di produrre cappelli di tutti i tipi e, in particolare, quelli a larghe tese per le donne. Le piaceva quel mestiere, innanzitutto perchรฉ, dati i risultati, si sentiva particolarmente portata per i lavori che richiedevano una manualitร esperta, precisa, paziente. E poi, la sensazione del tessuto che scorreva ora veloce, ora lentissimo sotto le sue mani metodiche le trasmetteva, a tratti, la gaiezza del pelo liscio di un cagnolino. E infine, sรฌ, cโera da ammetterlo, il prodotto finito quanto assomigliava agli indumenti che sbirciava sulle riviste di moda!Le prime occupazioni, comunque, risalivano ancora piรน indietro, quando, poco piรน che bambina, si faceva carico delle scarpe e della fame dei fratellini. Erano sette in tutto, quattro maschi e, inclusa lei, tre femmine. Mary non lโavrebbe mai annoverato tra gli impieghi. Non lo considerava affatto un dovere calato dallโalto, ma piรน come una necessitร a cui si fa fronte con animo premuroso e sollecito.
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Da un finestrino appannato di un piccolo treno regionale marchigiano che una sera dโinverno da Porto San Giorgio mi porta a casa, una manciata di chilometri piรน giรน, guardo il cielo notturno. La linea adriatica corre lungo il mare aperto, ora calmo, bellissimo, anche se in quel periodo lo spettacolo รจ sopra, nello spazio profondo. Sono i mesi della grande stella che passa a chiudere un secolo denso e complicato. A voler essere definitivi, chiude un intero millennio. La stella si mostra ogni sera in tutto il suo splendore, nitida e dinamica, รจ la cometa piรน luminosa che si sia mai vista.ร il 1997 e vivo a Milano da un poโ, dopo un periodo passato a Bologna dove mi sono trasferita per lโuniversitร . Le volte che torno nelle Marche, invece di rivedere i vecchi amici ormai persi per strada, prendo questi vecchi treni regionali e corro da Joyce Lussu, o arrivo fino ad Ancona dove mi aspetta il nostro comune editore e amico Massimo Canalini della Transeuropa.I miei ritorni quegli anni nelle Marche sono principalmente per lavoro e per studio. Laggiรน, in una bella casa di campagna tra Porto San Giorgio e Fermo che si chiama San Tommaso, localitร Paludi, vive una donna formidabile, saggia e generosa, di pensieri, intuizioni, toni, bellezza, forza, argomenti, intelligenza. La mia Joyce, la mia sibilla.Quando la incontro la prima volta รจ il novembre del 1991, un mese dopo lโuscita del mio primo libro. Lei ha settantanove anni, io ventuno. ร nata nel 1912, come mia nonna Fernanda, e io di fama la conosco da sempre. Da quando la maestra alle elementari ci leggeva la sua poesia Scarpette rosse, che avevamo stampata nel sussidiario accanto a poesie di Brecht, Tagore, Neruda, e i miei compagni scoppiavano a piangere, perchรฉ รจ una poesia che fa piangere. Il suo nome mi รจ noto da sempre perchรฉ in casa si parlava di Joyce come della sorella di Gladys, per via di parenti comuni.Mi ha mandato a chiamare lei ma sono anni che desidero conoscerla. Lei non sa che io lโho giร sentita al telefono.#LaSibilla#VitaDiJoyceLussu#SilviaBallestra#Ballestra#Laterza#incipit#copertina#foto#fotografia#femminileplurale#premioletterario#Allumiere#Roma#premioletterarioallumiere#concorso#libri#lettaratura#cultura#opere#opereinconcorso#cinquina#concorso#selezione#giuria#lettori#sestaedizione
Ero una bimba irrequieta, tranquilla solo quando disegnavo completini per le bambole di carta. Li inventavo, li scopiazzavo, ci passavo le ore. Non che volessi fare la stilista; il termine ancora non esisteva.Ma alla Maison Valentino, prima come disegnatrice, poi come factotum, ci sono arrivata.La Moda, in un modo o nellโaltro, รจ stata sempre la mia vita.Un amore conflittuale, con pause e ripensamenti.Quasi per caso sono diventata giornalista e ho scoperto che scrivere mi veniva facile.Complice lโennesima casualitร , dopo unโintervista, Elio Fiorucci mi ha chiamata per dirigere lโUfficio Stile; ho finito per occuparmi della Comunicazione e di svariate cosette, tipo il Marketing e le Licenze. E cosรฌ ho chiuso il cerchio, tornando a fare la factotum.Ripensandoci, della mia vita, potrei dire: io cโero.Magari qualche volta dormivo, ma cโero.Cโero durante i movimenti studenteschi del โ68, cโero durante la Swinging London, cโero in India quando ci si andava per strafarsi o, come nel mio caso, a scoprire sรฉ stessi, cโero nella Roma alternativa delle Estati Romane, cโero con gli amici LGBTQ, quando lโacronimo non si sapeva cosโera, cโero nella Milano da Bere e della Moda, cโero nel cercare la casa della pensione in paradisi tropicali, cโero quando faceva sano ritirarsi in campagna.Il lavoro mi ha fatto girare il mondo, il mestiere mi ha spinto a osservarlo e a raccontarlo, il carattere a farlo in modo scanzonato e appassionato.In retrospettiva, piรน importanti dei tanti lavori, sono sempre stati gli amici, le persone e gli incontri; quelli di viaggio, casuali e lontani, quelli strani, quelli con gente semplice, quelli con persone speciali, quelli non scritti. Sono grata per questa mia vita ricca ma senza allori, senza traguardi; sono felice di averla viaggiata in parte con Gianni Viviani, fotografo e beneamato compagno di semplici giornate e di tante avventure. In modi diversi, proviamo a raccontare il mondo; lui con le immagini, io con le parole.Qui dovrete accontentarvi solo dei miei ricordi.#IoEroMia#ManuelaCassarร #Cassarร #AllAround#incipit#copertina#foto#fotografia#femminileplurale#premioletterario#Allumiere#Roma#premioletterarioallumiere#concorso#libri#lettaratura#cultura#opere#opereinconcorso#cinquina#concorso#selezione#giuria#lettori#sestaedizione
Grado, marzo 1979 Se mio padre avesse rivolto il suo fucile da caccia contro di noi sarebbe stato meglio. Papร non sapeva che uccidendoci avrebbe arginato lโinfelicitร dellโinfelicitร : quella della mamma, dei miei fratelli e di tutti coloro che sarebbero discesi dal nostro ceppo infestato. Non posso immaginare quanto dolore, quanto spavento siano arrivati a mia madre e mio padre attraverso mio nonno e mia nonna, e ancora prima dagli avi dei miei avi e su su, per darmi quello spartito disallineato che mi ha fatto diventare lโessere che sono. Devono aver usato carta scadente, su cui sono riusciti a tracciare solo righe sovrapposte. Mi chiedo chi siano stati gli ultimi nella linea ascendente a farsi una risata, perchรฉ a me รจ arrivata soprattutto sofferenza, oltre ai capelli scomposti e agli occhi neri di pece. Chi ha terrorizzato i miei progenitori? I barbari che non riuscivano ad attraversare la laguna? Le spie dellโimpero austroungarico? O son stati i tedeschi che hanno avvelenato il futuro dei miei nonni? Ciรฒ che hanno provato รจ scritto nel mio corpo e nel mio cervello. Se cerco a tentoni nel mio sangue quello che i dottori non possono leggere nelle analisi mediche trovo le paure, la codardia, la speranza morta che hanno sentito quelli prima di me. E io, come se rimanessi imprigionata nel loro scheletro neuronale, sono riuscita a trasmettere solo abbandono, solitudine, rabbia. Non ho avuto la forza di cambiare, e cosรฌ i miei fratelli.Se ne era accorto probabilmente papร , che si limitava a osservarci come fossimo piccole calamite di immondizia. A tavola ci lanciava sguardi tra il mal di denti e il disprezzo mentre mangiavamo scoordinati, le posate come pezzi di un meccano ancora da costruire, le nostre parole impastate di cibo. I radi capelli impazzivano in testa alla mamma a ciocche disomogenee, ritte, come lโauspicio di unโelettrificazione che la potesse costringere a scappare. La vedevo in piedi, di schiena, sui fornelli, mentre fingeva di preparare cibo giร scotto. Cโera sempre il momento esatto in cui papร , prima di mettere in bocca la forchetta, si voltava per non vederci, guardava il muro e io rimanevo ipnotizzata dalla scanalatura posteriore del collo, dove tre lame di pelo scendevano fin sotto la radice delle spalle formando una M enorme, statuaria: la M di Mussolini. Lโavevo vista sui muri di un edificio per metร crollato al limitare di Grado, sotto la scritta cubitale RICORDATI DI OSARE SEMPRE.
#Epigenetica#CristinaBattocletti#Battocletti#LaNaveDiTeseo#incipit#copertina#foto#fotografia#femminileplurale#premioletterario#Allumiere#Roma#premioletterarioallumiere#concorso#libri#lettaratura#cultura#opere#opereinconcorso#cinquina#concorso#selezione#giuria#lettori#sestaedizione
Grado, marzo 1979
Se mio padre avesse rivolto il suo fucile da caccia contro
di noi sarebbe stato meglio. Papร non sapeva che uccidendoci avrebbe arginato
lโinfelicitร dellโinfelicitร : quella della mamma, dei miei fratelli e di tutti
coloro che sarebbero discesi dal nostro ceppo infestato.
Non posso immaginare quanto dolore, quanto spavento siano arrivati a mia madre
e mio padre attraverso mio nonno e mia nonna, e ancora prima dagli avi dei miei
avi e su su, per darmi quello spartito disallineato che mi ha fatto diventare
lโessere che sono. Devono aver usato carta scadente, su cui sono riusciti a
tracciare solo righe sovrapposte.
Mi chiedo chi siano stati gli ultimi nella linea ascendente a farsi una risata,
perchรฉ a me รจ arrivata soprattutto sofferenza, oltre ai capelli scomposti e
agli occhi neri di pece. Chi ha terrorizzato i miei progenitori? I barbari che
non riuscivano ad attraversare la laguna? Le spie dellโimpero austroungarico? O
son stati i tedeschi che hanno avvelenato il futuro dei miei nonni? Ciรฒ che
hanno provato รจ scritto nel mio corpo e nel mio cervello. Se cerco a tentoni
nel mio sangue quello che i dottori non possono leggere nelle analisi mediche
trovo le paure, la codardia, la speranza morta che hanno sentito quelli prima
di me. E io, come se rimanessi imprigionata nel loro scheletro neuronale, sono
riuscita a trasmettere solo abbandono, solitudine, rabbia. Non ho avuto la
forza di cambiare, e cosรฌ i miei fratelli.
Se ne era accorto probabilmente papร , che si limitava a osservarci come fossimo
piccole calamite di immondizia. A tavola ci lanciava sguardi tra il mal di
denti e il disprezzo mentre mangiavamo scoordinati, le posate come pezzi di un
meccano ancora da costruire, le nostre parole impastate di cibo. I radi capelli
impazzivano in testa alla mamma a ciocche disomogenee, ritte, come lโauspicio
di unโelettrificazione che la potesse costringere a scappare. La vedevo in
piedi, di schiena, sui fornelli, mentre fingeva di preparare cibo giร scotto.
Cโera sempre il momento esatto in cui papร , prima di mettere in bocca la
forchetta, si voltava per non vederci, guardava il muro e io rimanevo
ipnotizzata dalla scanalatura posteriore del collo, dove tre lame di pelo scendevano
fin sotto la radice delle spalle formando una M enorme, statuaria: la M di
Mussolini. Lโavevo vista sui muri di un edificio per metร crollato al limitare
di Grado, sotto la scritta cubitale RICORDATI DI OSARE SEMPRE.
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Primavera 1957, soffia il vento sulla piana
Il coperchio del sarcofago iniziรฒ ad alzarsi. ยซSu!ยป gridarono piรน forte. E uno, e due, e tre. E uno e due e tre. ยซE gnamo!ยป Via. La pietra si staccรฒ del tutto salendo, mentre il peso della carrucola scendeva. Giovanni Pitorsi fu il primo e lโultimo dopo secoli a vedere quello che cโera sotto: un sottile strato di materiale leggero che si sgretolรฒ, come una rete di soffioni. Neanche un granello di sabbia, nรฉ di terra.
Cโerano oggetti di metallo e i resti di un corpo. Una donna, pensรฒ istintivamente Giovanni. Erano coperti da piccoli pezzi di una veste purpurea e dorata. Tuttโintorno, una fila di uova ormai simili a carta velina. A contatto con lโaria sbuffarono, diventando cenere. I tessuti persero il colore, si trasformarono in polvere, volarono contro i capelli di Dora Bois: a lei sembrรฒ che la notte le stesse soffiando in faccia una maledizione.
Giovanni decise di portar via due bracciali e un vasetto che probabilmente conteneva del profumo. Cโera anche uno strano ornamento. Sembrava un fermaglio, ancora sporco di terriccio e polvere di ossa frantumate. Era rifinito con un disegno di petali dorati simili a quelli dellโelicriso.
Sulla piana di Roselle, Giovanni cercava tesori etruschi.
Li disseppelliva, li rivendeva. Aveva sempre vissuto in Maremma. Nato
allโinizio dellโultima guerra, non conosceva il sacrificio, e aveva cercato di
stare lontano dalla fatica dei campi. Suo padre โ quando era ancora vivo โ lo
perdonava solo perchรฉ, tra tutti i butteri, era quello che si faceva capire meglio
dalle bestie. ยซSta zitto come loroยป dicevano. Come se gli animali stessero
zitti, pensava lui. Di certo, era bravo a non disturbarli.
Era bravo anche a non disturbare i morti. Provava rispetto, a tratti riconoscenza. Del resto, aveva fatto un poโ di soldi grazie alle tombe antiche. Ma non era come Mariano e Carlo, i suoi compagni di avventura. Loro scavavano per guadagnarci qualcosa, lui lo faceva per il brivido.
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Vi presentiamo le opere selezionate dalla Giuria dei lettori della sesta edizione di ๐ญ๐๐๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐๐๐๐. – ๐ท๐๐๐๐๐ ๐ณ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐จ๐๐๐๐๐๐๐๐.
La cinquina verrร ora giudicata dalla Giuria delle esperte, che decreterร la terzina finalista e la vincitrice.
Nei prossimi giorni, come sempre, ve le faremo conoscere piรน da vicino attraverso lโincipit e una foto di Karyn Minerva.
Nel frattempo, vi sveliamo i titoli:
๐๐ซ๐จ๐ง๐๐๐ก๐ ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฏ๐๐ญ๐, Valentina Parasecolo, Marsilio.
๐๐ฉ๐ข๐ ๐๐ง๐๐ญ๐ข๐๐, Cristina Battocletti, La nave di Teseo.
๐๐จ ๐๐ซ๐จ ๐ฆ๐ข๐, Manuela Cassarร , All Around.
๐๐ ๐๐ข๐๐ข๐ฅ๐ฅ๐. ๐๐ข๐ญ๐ ๐๐ข ๐๐จ๐ฒ๐๐ ๐๐ฎ๐ฌ๐ฌ๐ฎ, Silvia Ballestra, Laterza.
๐๐ ๐ซ๐๐ ๐๐ณ๐ณ๐ ๐๐๐ง๐ญ๐๐ฌ๐ฆ๐, Virginia Benenati, Bookabook.
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Dopo la presentazione alla Casa internazionale delle donne di Roma e la serie di โIncontri letterariโ che ci hanno accompagnato nei mesi scorsi, entriamo nel vivo della VI edizione del nostro premio, presentandovi le opere in concorso:
Ballata per Nina, Lorenza Ghinelli, Marsilio
Calipso, Elisabetta Montaldo, Baldini & Castoldi
Chiedi se vive o se muore, Gaia Giovagnoli, Nottetempo
Civico 22, Rossana Carturan, All Around
Come un filo d’erba ai Decumani, Valeria Alinovi, Manni
Corpo 8, Elena Ciuti, Manni
Cosa c’รจ dopo il mare, Patrizia Fiocchetti, Lorusso
Cronache private, Valentina Parasecolo, Marsilio
Diario di un viaggio in Sicilia, Simona Gaudenzi, Readaction
Due madri, Anna Genni Miliotti, Effigi
Epigenetica, Cristina Battocletti, La nave di Teseo
Felicity e la reincarnazione di Sagitta, Letizia De Luca, Effigi
Figlia dell’uomo tigre, Geia Laconi, Giunti
Fine di un matrimonio, Mavie Da Ponte, Marsilio
Giallo Antartide, Irene Blundo, Effigi
Grazie per non avermi vista, Benedetta Pennetta, Letteratura Alternativa
I nomi di Melba, Sara Notaristefano, Manni
Il caffรจ buono del dopoguerra, Nicoletta Bernardini, MdS
Il confine, Silvia Cossu, NEO
Il fuoco dentro. Janis Joplin. Il romanzo, Barbara Baraldi, Giunti
Il mondo in testa, Diana Napoli, Manni
Il primo voto di Matilde, Fulvia Degl’Innocenti, Settenove
Il supplente, Laura Vignali, Effigi
In punta di piedi nei Paesi dei minareti, G. Guslini N. De Biagi R. Corda, Vita Activa
Io ero mia, Manuela Cassarร , All Around
L’amore รจ un atto senza importanza, Lavinia Mannelli, 66thand2nd
L’uomo che sapeva, Paola Leonida, Letteratura Alternativa
La Civil conversazione, Maria Teresa Guerra Medici, Enciclopedia delle donne
La luce oltre il buio, Antonella Napoli, All Around
La Sibilla. Vita di Joyce Lussu, Silvia Ballestra, Laterza
La stella che si tuffรฒ nell’oceano, Romana Prostamo, Aldenia
La stella ospite, Patrizia Baldassarri, Effigi
La trama alternativa, Giusi Palomba, Minimum Fax
La veritร che ci riguarda, Alice Urciolo, 66thand2nd
La vertigine del tutto, Valentina Di Ludovico, Augh!
Le ragazze fantasma, Virginia Benenati, Bookabook
Le tre stagioni, Sabrina Cinzia Soria, La Torre dei Venti
Livia all’improvviso, Carla Bardelli, Effigi
Lo scandalo della felicitร , Pina Madolfo, Vanda
Ma il bel sogno si realizzerร presto, Elena Felicani, Franco Angeli
Magistrate finalmente, Eliana Di Caro, Il Mulino
Naufragare dentro te, Giorgia Piredda, Scatole Parlanti
Non รจ il mio tempo, Graziella Di Mambro, All Around
Per nessuna ragione, Francesca Bugiolacchi, Affinitร Elettive
Pirandello questo mio sconosciuto, Lucia Modugno, All Around
Principesse, Giusi Marchetta, Add
Quando le donne criticano il mondo, Valeria Stolfi, Albatros
Scusate il disturbo, Rita Mattei, All Around
Shopping pericoloso, Stefania Giacomini, All Around
Trappola morale, Roberta Bobbi, La Torre dei Venti
Un invincibile inverno, Nicoletta Bianconi, Manni
Vera a metร , Maddalena Bertelรจ, Letteratura Alternativa
Viaggio nella memoria, M. Marucci e G. Ramoni, Prospettiva