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Scrivo e studio in mezzo ai panni da stirare, percorro settecento chilometri alla settimana solo per tornare nella casa del borgo e sentire lโ€™inverno annunciato dal vento riempito di brace. รˆ il vento che ogni volta mi conduce nella vita parallela, che รจ quella che ho intrapreso prima di tutto per guarire io stessa, un percorso su cui mi sento ancora in convalescenza. La mia storia personale non รจ stata mai molto lontana da quella di una media quotidianitร  di una media donna italiana ora di media etร . Sono stata una turnista, sono figlia e sono madre. Perchรฉ scrivere di Ildegarda di Bingen? Perchรฉ andare a indagare in un passato cosรฌ lontano e cosรฌ oscuro, che appare da noi slegato per una distanza ancor piรน grave che non quella temporale? Oggi, grazie alla rete, ai media, alla comunicazione globale, sappiamo tutto riguardo a pratiche dietetiche, disturbi della personalitร , conflitti relazionali e competenze psicologiche, ma quasi niente di noi stessi. Sempre piรน numerosi sono i corsi tenuti da mental coach, guru motivazionali e personal trainer che promettono cuccagne economiche ed emotive.Lโ€™orfanitร  storica di un Occidente senza padre, lโ€™impossibilitร  di compiere scelte di fronte allo sconfinato mercato delle informazioni e relazioni virtuali impongono la ricerca esasperata della conoscenza da fonti altre rispetto a quella primaria dellโ€™esperienza personale. In una vita dove le gesta degli eroi sembrerebbero ai piรน precluse, tutto fa brodo nel mare magnum della pessima editoria di manualistica e del fai da te. Ma Ildegarda รจ fuori dal coro. Come ci ricorda il teologo benedettino Anselm Grรผn, Ildegarda di Bingen รจ stata una vera e propria antesignana della medicina psicosomatica: la sua pratica di cura ci indica una via di esplorazione dei tanti metodi della tradizione cristiana, che vuol sanare tutta la persona, oggi proposti dalla medicina olistica.

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