1936, Castelfranco Veneto
ยซFacciamo che tu sei Sandokan, e io la perla di Labuan. E quello รจ… รจ un elefante!ยป, disse Tina con gli occhi scintillanti, indicando il mulo dietro la staccionata.
ยซVedo gli inglesi allโorizzonte, prepariamoci allo scontro!ยป esclamรฒ Piero, portandosi agli occhi un bastoncino un poโ tozzo, lungo piรน o meno come la sua mano.
ยซAspettate! Dobbiamo costruire una barcaยป strillรฒ Bruno, col timore che non lo sentissero.
I tre bambini si misero subito allโopera. Bruno era andato dritto verso un lungo bastone disteso sul selciato, con lโintenzione di realizzare lโalbero maestro. Tina con tutta la forza che aveva in corpo trascinava una grossa cassa di legno trovata davanti casa, dove in genere la nonna Maria riponeva i fiaschi di vino per lโosteria. Piero era corso verso la biancheria stesa al sole, che continuava ad arrotolarsi sui fili, spinta dal forte vento di quel giorno. Prese dโistinto un grosso strofinaccio a quadri bianchi e rossi, in cui talvolta a casa si avvolgeva il cibo; non era esattamente come la bandiera dei pirati, ma avrebbe fatto al caso loro. Tina, che per lโoccasione si era sistemata sulla fronte una fascia bianca, dove aveva inserito una piuma dโoca, aiutรฒ Piero a issare la bandiera sullโalbero maestro.
ยซE ora tutti dentroยป, disse Tina soddisfatta, mentre con un sorriso fiero guardava suo fratello Piero e Bruno, il vicino di casa, che spesso si univa ai loro giochi pomeridiani ยซAllโattacco pirati! I nemici stanno arrivando!ยป
Dalla porta di casa si affacciรฒ nonna Maria. Era una donna alta e robusta, portava una gonna scura lunga fino alle caviglie e uno scialle intorno alle spalle. I capelli raccolti in una crocchia dietro la nuca mettevano in risalto bei lineamenti dai contorni marcati, un leggero colorito rosso punteggiava le gote che creavano, in quel punto, piccoli solchi fin sotto agli occhi. Guardรฒ distrattamente verso i bambini, che prontamente si nascosero dentro la cassa di legno fino a sparire, e con aria ostentatamente severa e una voce scura, disse: ยซChi ha osato rubare la mia cassa dei vini?ยป
Dopo qualche scoppio di risa proveniente dalla cassa Tina, cercando di domare lโilaritร , con un tono di voce profondo gridรฒ: ยซSono stati i pirati a rubartela!ยป
ยซOhibรฒ, allora dovrรฒ prendermela con loroยป, disse la nonna incamminandosi a passi pesanti verso la cassa di legno. I bambini, con le manine poggiate sul bordo, ogni tanto alzavano la testa per tenere dโocchio la marcia di guerra della nonna. Le teste si alzavano e abbassavano, scambiandosi con voce soffocata qualche parola. Nonna Maria camminava con passi lenti e rumorosi e ogni tanto dava una boccata alla sua pipa, stretta nella mano destra. Quando fu proprio vicina, i bambini si appiattirono sul fondo della cassa con un brivido piacevole che saliva lungo la schiena e forti risate non piรน trattenute, che scoppiavano ogniqualvolta si guardavano. La faccia della nonna fece capolino sopra di loro con quellโinconfondibile aroma di tabacco che portava con lei, e un largo sorriso affettuoso disegnato sul volto.
I bambini sapevano che, quando erano sotto la sua custodia, potevano fare qualsiasi cosa โPurchรฉ non facessero male nรฉ a cristiani nรฉ a bestieโ, come alla nonna piaceva ripetere. Tina si mise in ginocchio, gli occhi grigi cangianti puntati dritti verso quelli della nonna; le loro facce erano a un palmo di distanza, e anche se non avessero detto niente si sarebbero capite ugualmente. Ma Tina parlรฒ ad alta voce: ci teneva che anche il resto del gruppo fosse al corrente di tutto. ยซNonna, siamo costretti ad abbandonare la nave, gli inglesi sono troppo vicini. Possiamo fare una passeggiata per il paese, fino al castello?ยป
La nonna la guardรฒ dolcemente e le carezzรฒ la folta chioma bionda, che le arrivava fino alle spalle; poi, sfiorandole con la mano le gote paffute, le disse: ยซPurchรฉ vi divertiate!ยป, e aggiunse ยซTi affido la ciurma. Mi raccomando, tutti a casa per il tramontoยป.
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