Il giorno dopo รจ sempre un bel mix di sentimenti contrastanti: la stanchezza accumulata in mesi di lavoro si incontra con l’entusiasmo per un evento che รจ stato la degna fine di un percorso tanto ricco e intenso; ad essi si aggiunge un pizzico di nostalgia per un’altra edizione ormai conclusa e che ha visto vincere “Amori comunisti” di Luciana Castellina, davanti alle finaliste “Consigli per essere un bravo immigrato” di Elvira Mujcic e “Come oro delle crepe” di Gioia Di Biagio.
Ci concediamo di crogiolarci un altro po’, godendoci i postumi di una serata che ci ha regalato tante emozioni, soddisfazioni, spunti di riflessioneโฆ Non troppo perรฒ, chรฉ l’edizione 2021 nel frattempo รจ giร work in progress!
Ne approfittiamo per ringraziarvi della calda e affettuosa partecipazione e vi promettiamo di tornare presto con buone nuove. Buona estate e buona lettura!
Dopo averlo, a malincuore, dovuto rimandare e dopo averlo tanto atteso, il grande giorno รจ arrivato!
Stasera, alle 21:00, nell’incantevole cornice del Parco del Risanamento di Allumiere, scopriremo finalmente il libro vincitore della terza edizione 2020 di Femminile, plurale. Sarร l’occasione per conoscere dal vivo le tre autrici finaliste ed ascoltare brani scelti dalle loro opere, per interagire con la giuria di esperte, per ascoltare la musica del Fe.ma.le trio.
Riuscite a immaginare qualcosa di piรน bello del parlare di libri, in una sera estiva, sotto le stelle? Noi, ovviamente, no. Vi aspettiamo numerosi!
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Siamo particolarmente orgogliosi della nostra Giuria delle Esperte, che ha lavorato alla selezione delle tre opere finaliste tra le cinque proposte dai lettori.
Le tre donne che la compongono sono portatrici di professionalitร diverse e complementari:
VERONICA RICOTTA, storica della lingua italiana, ricercatrice presso lโUniversitร per Stranieri di Siena, ha lavorato alla Scuola Normale di Pisa, all’Istituto del CNR, Opera del Vocabolario Italiano, e collabora con lโAccademia della Crusca e con il magazine Treccani Lingua Italiana;
MARTINA TESTA, editor e traduttrice con allโattivo oltre settanta traduzioni, รจ curatrice della collana di letteratura angloamericana BIG SUR e vincitrice nel 2009 del Premio Nazionale per la Traduzione;
ANGELICA ZAPPITELLI รจ docente al Liceo Classico di Isernia, Dottore di Ricerca presso lโUniversitร degli Studi โLa Sapienzaโ in Roma e redattrice della prestigiosa โRivista di studi letterari italianiโ.
Seppur da diversi punti di vista, ad accomunarle รจ la passione per le parole delle donne e siamo certi che sapranno arricchire con il loro sguardo personale e competente la serata del 21 luglio-
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Lโavvocatessa aveva chiesto a Ismail di raccontarle tutta la storia anche se lโaveva letta, ma preferiva sentirla a voce viva perchรฉ di sicuro assumeva sfumature nuove che potevano rivelarsi vantaggiose. Invece lui si spazientiva e non riusciva a concentrarsi sul racconto, sembrava un disco rotto incantato sul medesimo ritornello: รจ assurdo, non รจ possibile che non mi hanno creduto. Lei annuiva evitando di dirgli quello che le passava per la testa, perchรฉ lo avrebbe offeso e ferito. Quello che le passava per la testa era: sรฌ, Ismail, a ciascuna delle persone che rappresento il proprio diniego risulta insensato e sรฌ, ciascuno di loro รจ sconcertato perchรฉ non gli hanno creduto, perchรฉ la sua battaglia non รจ stata abbastanza da meritare la protezione, perchรฉ alla sua storia non รจ stato riconosciuto un valore e quindi anche la sua vita pare non averne. Perfino quando le storie erano inventate il diniego risultava assurdo, proprio perchรฉ avevano sacrificato la loro storia vera per una che sulla carta era considerata piรน adatta ai parametri richiesti, e invece con loro non aveva funzionato: con altri sรฌ, ma con loro no. Perchรฉ? Lo scoglio piรน ostico per lโavvocatessa erano queste richieste di senso, poichรฉ la macchina burocratica, nella quale venivano tutti macinati a un ritmo che passava da una velocitร sconcertante a una lentezza disumana, era totalmente priva di senso.
Consigli per essere un bravo immigratoย di Elvira Mujฤiฤ fa parte della terzina finalista della terza edizione di Femminile, plurale. โ Premio Letterario Allumiere.
Non credo alle persone che dicono โSono fatto cosรฌโ e che non vogliono cambiare. Cambiamo ogni istante. Ogni scelta che facciamo o non facciamo comporta dei cambiamenti. Ogni relazione con un ambiente o una persona รจ dettata dal conoscersi, riconoscersi, dal capirsi (o meno), dallโadattarsi (o meno) allโaltro, perciรฒ indiscutibilmente vuol dire cambiare. Cambiare non รจ unโimposizione. Non รจ una cattiveria. Cambiare per me significa scegliere di sintonizzarmi con ciรฒ che accade. In una coppia, vuol dire sintonizzarmi con lโaltro. Ascol- tarci. Trovare il punto dโincontro. Credo nel cambiare se stessi per stare meglio con se stessi e con gli altri. Io sono cambiata. Ho imparato a tenere i piedi per terra in una relazione in cui credevo, ho imparato a fare marcia indietro e un nodino al filo reciso, a dare una seconda possibilitร a quel Shivan tutto blu che aveva spezzato il mio cuore e ora stava con grazia e dedizione rincollando tutti i pezzi. Era cambiato lui, che aveva deciso di lasciare andare il dolore passato e di vivere e investire sul presente. Piano, con delicatezza, in punta di piedi. Tutti siamo fragili. Eccoci seduti uno di fronte allโaltro. Occhi negli occhi, consapevoli della nostra trasformazione. Ci sorridiamo. Complici.
#Come oro nelle crepeย di Gioia Di Biagio fa parte della terzina finalista della terza edizione di Femminile, plurale. โ Premio Letterario Allumiere.
Gli anni dal โ29 al โ33 sono anni felici per Nรขzฤฑm: รจ il piรน lungo periodo di libertร di cui gode nel suo paese. Dalla Mosca effervescente dei primi anni venti ha riportato unโinedita libertร di invenzione letteraria, una provocazione per la stantia e conservatrice cultura turca.
Scrive fra lโaltro, abbattendo la separazione fra prosa e versi, una stravagante piรจce teatrale di grande successo, intitolata Gioconda e Si-Ya-U. Gioconda รจ quella del quadro, Si-Ya-U รจ un cinese amico di Mao Tse-tung che ha studiato alla Sorbona. Gioconda scappa dal Louvre su un monoplano nel tentativo di raggiungere il suo innamorato poeta cinese, che perรฒ รจ stato ucciso durante la sfortunata insurrezione comunista di Shangai del โ27. Gioconda diventa a sua volta una rivoluzionaria e alla fine la tela di Leonardo viene bruciata in Cina. La morale dellโopera: lโarte non deve languire in un museo, ma essere parte attiva nelle rivoluzioni.
Amori comunisti di Luciana Castellina fa parte della terzina finalista della terza edizione di Femminile, plurale. – Premio Letterario Allumiere.
Ci siamo finalmente, lโattesa per la serata di premiazione รจ terminata.
Siamo lieti di annunciare che Mercoledรฌ 21 luglio alle ore 21:00, nello scenario incantevole del Parco del Risanamento di Allumiere, si terrร questo evento speciale che, nonostante tutto, ci siamo impegnati a realizzare e che siamo felici di condividere con tutti voi.
In questo particolare allestimento estivo, il pubblico avrร il piacere di conoscere le autrici finaliste โ Luciana Castellina โAmori comunistiโ, Nottetempo; Gioia Di Biagio, โCome oro nelle crepeโ, Mondadori; Elvira Mujฤiฤ, โConsigli per essere un bravo immigratoโ, Elliot โ grazie alle amabili interviste di Gino Saladini, che condurrร gli spettatori attraverso le pagine musicali proposte da FeMale Trio in un dialogo armonico tra i testi giunti in finale e le tracce sonore e la raffinata lettura di Novella Morellini di alcuni dei brani piรน significativi di questi volumi.
Cogliamo lโoccasione per ringraziare le lettrici che ogni anno contribuiscono al successo del concorso e alla giuria di esperte Veronica Ricotta, Martina Testa e Angelica Zappitelli per il loro accurato lavoro di selezione dei libri finalisti.
Vi aspettiamo!
Siamo talmente contenti che non possiamo che dirvelo cosรฌ, a bruciapelo: STIAMO TORNANDO!
Abbiamo in sospeso con voi la serata di premiazione dell’edizione 2020โฆ e non potremmo mai lasciarvi senza un libro bellissimo da mettere in valigia quest’estate. โค๏ธ
A breve su questa pagina tutti i dettagli: preparate i segnalibri e rimanete sintonizzati!
Avevamo deciso di dedicare, ogni anno, alle donne piรน rappresentative della nostra comunitร , la foto che proclama i tre libri finalisti, a chiudere l’edizione in corso. A malincuore ci siamo fermati, in attesa di tempi migliori.Siamo perรฒ consapevoli che in una situazione come quella che stiamo vivendo potersi fermare รจ, seppur un dispiacere, un privilegio.C’รจ chi non puรฒ permettersi di farlo, come tutte le operatrici e gli operatori sanitari, le volontarie e i volontari, che continuano a lavorare con passione e coraggio tanto che, forse, non si fermerebbero nemmeno se ne avessero la possibilitร . A tutti loro vanno il nostro pensiero e il nostro supporto ma, concedetecelo, in particolare alle allumierasche del settore, di cui siamo tanto orgogliosi.Vi abbracciamo, ragazze!
Ringraziamo, per aver condiviso con noi un attimo della loro quotidianitร :
Claudia Fragassi
Serena Rosati
Emilia Mancini
Alessia Marzola
Manuela Armini
Giulia Bonamici
Rosella Palmieri
Liviana Chiavoni
Enrica Frezza
Camilla De Angelis
Tiziana Giannini
Maria Assunta Compagnucci
Sara Polucci
Francesca Fracassa
Nicoletta Mancini
Brunella Verbo
Anna Rita Giannini
Maria Ricci
Manrica Fabbi
Elisa Baiocco
Speriamo di non aver dimenticato nessuna, se cosรฌ non fosse ci farebbe piacere ricevere le vostre foto, cosรฌ da poterle mostrare durante la serata di premiazione, appena sarร possibile organizzarla.
Con grande rammarico, ci troviamo costretti a comunicare il rinvio della serata di premiazione della terza edizione del premio, in programma per il pomeriggio del 24 ottobre 2020.
Lโaggravarsi della situazione sanitaria e le nuove disposizioni normative renderebbero di fatto impossibile lo svolgimento in condizioni ottimali dellโevento. Abbiamo scelto quindi di adottare una linea responsabile e prudente, ritenendo di primaria importanza la salvaguardia e la tutela della salute delle autrici, del pubblico e degli artisti presenti alla serata.
Lโidea di non concludere ora un percorso cosรฌ bello e intenso come quello del Premio 2020 ci lascia di certo lโamaro in bocca: il gruppo si รจ compattato nei mesi del lockdown, i libri da valutare hanno fatto compagnia a molti lettori durante quei momenti complessi e ci hanno permesso di ritrovaci. Ci spiace non poterci incontrare per festeggiare con le vincitrici il 24 ottobre, tuttavia รจ primaria esigenza il rispetto delle leggi e la tutela della salute di tutti.
Il nostro premio ha nella pluralitร , nello scambio, nellโincontro e nella comunicazione la sua stessa essenza. Ci saranno tempi migliori in cui incontrarci e parlarci, in cui stare insieme, e in quel momento il Premio Letterario Allumiere ๐ญ๐๐๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐๐๐๐ ci sarร .
Finalmente e con grande emozione possiamo annunciare le tre opere finaliste della III edizione diย Femminile, plurale. – Premio Letterario Allumiere, selezionate dalla nostra Giuria di esperte:
๐จ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ di Luciana Castellina, nottetempo.
๐ช๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ di Gioia Di Biagio, Mondadori.
๐ช๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ di Elvira Mujฤiฤ, Elliot.
Ora non ci resta che aspettare sabato prossimo, 24 ottobre, per scoprire l’opera vincitrice.
A presto, con nuovi aggiornamenti e tante sorprese!
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Nel turbinio dei villeggianti la mia presenza era rimasta nellโombra, ma con la fine di settembre, con i negozi stagionali giร chiusi e le scarne iniziative estive terminate non passai piรน inosservata. Per i dieci mesi successivi ai millecinquecento abitanti del paese non restava che il bar Centrale dove anchโio iniziai a fare colazione prima di andare al lavoro. In poche settimane divenni visibile. La gente iniziรฒ a salutarmi e le mie silenziose colazioni in piazza con il quotidiano aperto sul tavolino vennero ben presto interrotte da uomini baldanzosi che, non invitati, attaccavano bottone con la sola forestiera rimasta. Ignorare le loro domande era impossibile, e cosรฌ, dallโoggi al domani, il buongiorno signorina Sofia divenne per tutti buongiorno professoressa.
La notte in cui Letizia piombรฒ nella mia vita il sibilo del vento, che annunciava un temporale, si univa al frusciare dei rami nel bosco e al tonfo del mare sugli scogli. Quando mi affacciai per chiudere le imposte scorsi unโombra vicino al sentiero che, passando per il bosco antistante, scendeva fino alla scogliera della terza grotta. Mi precipitai fuori, sollevai quel corpo molle come un sacco, e una volta dentro la distesi sul divano. Misi la teiera sul fuoco e, tornata in soggiorno, la guardai: dormiva come una bambina. Le sfilai le scarpe da ginnastica, la coprii con un panno leggero e lasciai la tazza sul tavolino.
Al mattino trovai la coperta piegata, il tรจ intatto, la porta del giardino socchiusa, ma nessun biglietto.
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Scrivo e studio in mezzo ai panni da stirare, percorro settecento chilometri alla settimana solo per tornare nella casa del borgo e sentire lโinverno annunciato dal vento riempito di brace. ร il vento che ogni volta mi conduce nella vita parallela, che รจ quella che ho intrapreso prima di tutto per guarire io stessa, un percorso su cui mi sento ancora in convalescenza. La mia storia personale non รจ stata mai molto lontana da quella di una media quotidianitร di una media donna italiana ora di media etร . Sono stata una turnista, sono figlia e sono madre. Perchรฉ scrivere di Ildegarda di Bingen? Perchรฉ andare a indagare in un passato cosรฌ lontano e cosรฌ oscuro, che appare da noi slegato per una distanza ancor piรน grave che non quella temporale? Oggi, grazie alla rete, ai media, alla comunicazione globale, sappiamo tutto riguardo a pratiche dietetiche, disturbi della personalitร , conflitti relazionali e competenze psicologiche, ma quasi niente di noi stessi. Sempre piรน numerosi sono i corsi tenuti da mental coach, guru motivazionali e personal trainer che promettono cuccagne economiche ed emotive.Lโorfanitร storica di un Occidente senza padre, lโimpossibilitร di compiere scelte di fronte allo sconfinato mercato delle informazioni e relazioni virtuali impongono la ricerca esasperata della conoscenza da fonti altre rispetto a quella primaria dellโesperienza personale. In una vita dove le gesta degli eroi sembrerebbero ai piรน precluse, tutto fa brodo nel mare magnum della pessima editoria di manualistica e del fai da te. Ma Ildegarda รจ fuori dal coro. Come ci ricorda il teologo benedettino Anselm Grรผn, Ildegarda di Bingen รจ stata una vera e propria antesignana della medicina psicosomatica: la sua pratica di cura ci indica una via di esplorazione dei tanti metodi della tradizione cristiana, che vuol sanare tutta la persona, oggi proposti dalla medicina olistica.
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LAMPEDUSA, PRIMAVERA 1948ร nera, lโacqua. Molle e nera. Inchiostro sotto la notte di unaprile appena nato e lโaria pesante, gonfia di vapore. Sono in seipiรน un bambino. Tutti accosciati o seduti nella spadara di SalvatoreZinna, tranne Giuseppe che se ne sta al timone. ร la piรน bella egrande spadara di Lampedusa. Rossa e verde per allontanare la malasorte. Cโรจ chi mangia un pezzo di pane, chi fuma. Devono allontanarsi ancora un poโ. Dritti verso la Tunisia. Una quiete nervosa e alle orecchie solo sciabordio dโacqua. Qualcuno รจ preso dal sonno.Remano lenti, per conservare le forze. Matteo ha strillato come unossesso per convincere Barto, suo padre, a farlo salire con loro. ร stato accontentato e se ne sta accovacciato, infreddolito. Teso come una molla, ma soddisfatto. ร la sua prima caccia allo spada. Caccia dice lui. Non pesca. Una preda e unโintera squadra di cacciatori. Non รจ un pesce come gli altri, quello. ร fiero. Furbo. Forte. E lotta come una tigre. Non che ne avesse mai viste di tigri, Matteo, ma gli piace quella similitudine. Sa che il maschio segue la femmina in primavera. Li prenderanno. Ne รจ sicuro. Almeno uno, sรฌ, lo prenderanno. Se ne sta tranquillo, quindi, nel tremolio della lampara che balla in un angolo. Stringe gli occhi per vedere meglio. Capire. Ma tutto attorno รจ un niente impregnato solo dโattesa. E sapore di legno fradicio. Di petrolio. Odore di pelle sudata. Salsedine in bocca, addosso. Umori di uomini-pesci. Fatti di carne e sangue, alghe e licheni. Il suo desiderio proibito รจ quello di salire sullโalbero, fare da vedetta. Ma neanche a parlarne. ร ancora un moccioso ma ancora quattro o cinque anni e ce lโavrebbe fatta. Almeno cosรฌ dice suo padre. Intanto in quel silenzio liquido e in quel mare buio che pare un cimitero, Salvatore comincia a cantare sottovoce. Si uniscono gli altri, ma forse perchรฉ รจ troppo cupo, attorno, con la luna bianca come latte appena munto, ma sbilenca, mangiata dalla foschia, o forse perchรฉ Barto รจ quantomai scostante, fatto sta che piรน che un canto, si leva un mormoriolugubre e mesto come un requiem. Poi si zittiscono tutti e si coagula, come rugiada, quel silenzio di pescatori.
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Gli stivaletti imbottiti di pelo bianco mi arrivano al polpaccio, ho undici anni, porto giร il numero 37 e la paura piรน grande della mia vita รจ che i piedi mi crescano a dismisura e non esistano scarpe sufficientemente grandi.
Mio padre sventola la banconota del minatore, schiocca le dita: via!
Corro, anzi rotolo giรน per la strada e sento il cuore battere dentro le orecchie e sotto lโunghia del pollice sinistro. In men che non si dica mi trovo davanti il baracchino di lamiera e devo impegnarmi a rallentare per non finirci spiaccicata. Una donna dalle guance piene e capelli ossigenati mi porge un sacchetto di semi di zucca tostati. Alla svelta le do una moneta, lei la prende, le dร unโocchiata veloce e si mette a correre, come se le avessi passato una staffetta.
Mi giro a sinistra per verificare se mio padre mi stia guardando dal balcone, ma non cโรจ.
ยซSbrigati!ยป grida lโuomo con indosso una giacca marrone e tra le labbra una sigaretta senza filtro. Sopra la sua testa lampeggia guercia la scritta KINO.
Apro la mano, gli porgo le ultime due banconote, lui mi spinge dentro, chiude le tende pesanti alle mie spalle mentre sussurra: ยซVieni, vieni a vedere cose finte che sembrano vereยป.
Inciampo, quasi cado a terra, invece mi ritrovo su una poltroncina di legno che fa male alle ossa in qualsiasi posizione mi metta.
ร buio, per un istante lo schermo si illumina di un bianco innaturale, poi uno squarcio, unโascia lo apre a metร , ne esce un braccio dal pugno aperto che mi afferra per il polso e mi trascina mentre lโuomo dalla giacca marrone e sigarette senza filtro mi sussurra allโorecchio: ยซVieni, qui le cose sono vere, ma sembrano finteยป.
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