Quando ero bambina la parola femminista faceva parte del mio lessico famigliare. Mia mamma, infatti, era una ยซfemministaยป. Questa parola ne portava con sรฉ altre come collettivo, compagne, manifestazione, autocoscienza, ma anche utero, vagina, ano. Con le compagne del collettivo si andava alla manifestazione, lรฌ si cantava una canzone che faceva cosรฌ: ยซlโutero รจ mio e me lo gestisco io e il capitano che si gestisca lโanoยป. Il capitano erano gli uomini, tutti quanti. Cโera anche lโautocoscienza ma io lรฌ non potevo andarci.
Essere femministe significava, per me bambina di cinque anni, disegnarmi in faccia dei fiori con il rossetto. Significava avere gonne colorate, stare insieme, grandi e piccole. A casa, significava leggere libri come Arturo e Clementina o Rosaconfetto pubblicati da una casa editrice che si chiamava
Edizioni dalla parte delle bambine. Essere femministe era una cosa che riguardava la mia mamma, non il mio babbo. Lui non era femminista, era del PdUP.
Ma non tutte le donne erano femministe. Non lo era di certo la madre della mia compagna di scuola, che diceva che la mia mamma era una puttana perchรฉ non viveva con il mio babbo: erano separati. Non lo era nemmeno la mia maestra, che aveva i capelli bianchi e mai le sarebbe venuto in mente di cantare ยซlโutero รจ mio e me lo gestisco ioยป. Non lo era mia zia, che amavo tantissimo, che si era fidanzata con mio zio a sedici anni, perchรฉ loro erano comunisti. Nemmeno mia nonna, la persona con cui passavo gran parte del mio tempo, era femminista. Questo me lo spiegavo col fatto che era vecchia, come la mia maestra: aveva cinquantโanni, ma per me allora era vecchia e per questo non poteva capire.
Lei non solo non era femminista. A lei le femministe proprio non piacevano, perchรฉ non le piaceva mia madre, forse, o perchรฉ lei non aveva fatto in tempo a esserlo, femminista, sennรฒ chissร quante volte avrebbe lasciato mio nonno invece di sopportarlo. Invece di prendersi le botte e di dargliele.
Perchรฉ essere femministe significava anche divorziare, smetterla di prendersi le botte, di sopportare le sbronze, i ritardi, di chiamare al bar Libia perchรฉ la cena era pronta da un pezzo e si freddava. E non si doveva nemmeno arrivare a questo per separarsi.
Lo si poteva fare anche cosรฌ, tanto per farlo. Infatti, la mia mamma e il mio babbo si erano lasciati anche se lui non la picchiava, nรฉ la faceva aspettare: solo aveva tante altre donne, anche loro femministe, e io ero lโunica a scuola con i genitori ยซseparatiยป.
Essere femministe significava anche avere il diritto di scegliere se avere una figlia oppure no. Lo sentivo dire ai collettivi. A sei anni sapevo che lโaborto doveva essere un diritto. E poi, la cosa piรน importante, o almeno a me sembrava cosรฌ: essere femministe significava esserlo insieme.
Da sole si era bambine, ragazze, donne. Ma femministe no.
Quello lo si era tutte insieme.
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Lโalba del dopoguerra. La bufera รจ passata e ha abbattuto il muro del fascismo. Dopo oltre ventโanni lโItalia si apre allโarte del tempo, ai pittori e agli scultori che sono stati tenuti lontani dal nostro Paese: a cominciare dal piรน celebre e celebrato di tutti, Pablo Picasso.
Le principali cittร italiane, Milano e Roma, rinascono. A Milano Paolo Grassi e Giorgio Strehler lavano via le macchie di sangue dal palazzo dove i nazisti torturavano i resistenti italiani e ne fanno la sede del Piccolo Teatro. La Scala viene ricostruita in un anno e inaugurata da un concerto di Arturo Toscanini, il piรน grande direttore dโorchestra italiano, costretto allโesilio dal fascismo dopo essere stato schiaffeggiato per aver rifiutato di eseguire Giovinezza. Lโinsurrezione nel dopoguerra, partita da Milano, riscatta gli italiani di fronte a tutto il mondo: un finale dโopera drammatico, ma lo spirito della cittร รจ salvo. I milanesi dopo anni di bombardamenti e distruzioni vogliono ricostruire, e vogliono farlo subito.
Roma, invece, non รจ stata devastata dai raid aerei come Milano, e anche dopo che gli americani se ne sono andati resta lโepicentro della politica. A Roma finisce la monarchia e nasce la Costituente. De Gasperi lancia un concorso per il simbolo della nuova Repubblica e milioni di italiani, artisti, grafici, gente comune e persino bambini, rispondono disegnando la loro Italia.
LโItalia รจ un Paese che rinasce anche nella cultura. La scena artistica รจ dominata da due grandi donne, una nata nel 1903, lโaltra nel 1910. Agli albori della liberazione hanno rispettivamente quarantadue e trentacinque anni; tanto basta perchรฉ abbiano visioni diverse. Tutte e due hanno detto di no a Mussolini e al fascismo, e hanno rischiato la vita per salvare le opere dโarte dalle razzie tedesche e dai bombardamenti degli alleati. Sono le prime donne a dirigere due grandi musei. Fernanda Wittgens a Milano รจ a capo della Pinacoteca di Brera, tra le piรน prestigiose dโEuropa. Ha protetto capolavori come lo Sposalizio della Vergine di Raffaello e la Pala di Brera di Piero della Francesca, trasportandoli di persona fino nelle Marche. Si รจ battuta per il Cenacolo affrescato da Leonardo sulla parete del Refettorio di Santa Maria delle Grazie, prima per proteggerlo con una controparete di sacchi di sabbia e poi per restaurarlo perchรฉ i posteri potessero ancora ammirare questo simbolo di bellezza e mistero dellโumanitร .
Non solo: Fernanda ha salvato la vita a decine di ebrei e per questo รจ stata incarcerata, interrogata, condannata; resterร a San Vittore per cinque lunghi e terribili mesi, piรน altri quattro piantonata in clinica. Oggi Fernanda Wittgens รจ annoverata tra i Giusti tra le nazioni: ha rischiato la vita per salvare quelle di altre donne e di altri uomini.
Palma Bucarelli a Roma reinventa la Galleria Nazionale dโArte Moderna e la trasforma da museo ottocentesco a museo dโarte contemporanea conosciuto nel mondo. Sfida i tedeschi vestendo tailleur grigioverde militare che ricordano le loro divise; in vita porta una cintura fatta con bossoli senza proiettili, ma nel cesto della bicicletta ha i fogli clandestini della Resistenza. Con la โtenacia di un mastinoโ di notte, da sola, alla guida della sua Topolino, compie viaggi estenuanti tra Roma e Caprarola: cento chilometri ad andare e cento a tornare, col fiato in gola e i vetri dei finestrini rotti, poca benzina e gomme di fortuna, su una strada disastrata. A bordo un carico di casse con dentro le opere della Galleria.
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In quella notte memorabile Nechljudov stentรฒ ad addorยญmentarsi. Quando finalmente ci riuscรฌ, dopo essersi rigirato mille volte nellโangusto letto di locanda che occupava, cadde in un sonno pesante e ricco di sogni, che si susseguivano e si dileguavano come le nebbie novembrine profumate di neve sopra il fiume di quella cittร . Andando dietro al convoglio dei deportati il suo corpo, abituato al ritmo di sonno e veglia delยญlโalta societร , in cui la notte si stava alzati fin tardi, addormenยญtandosi solo poco prima che il lavoratore si alzasse per iniziare le fatiche della giornata, aveva assunto un andamento del tutto nuovo. La mattina Nechljudov si svegliava presto, ancora col buio, adesso che era novembre. Sapeva che a quellโora giร il convoglio dei deportati si avviava verso la tappa successiva. Lui non li raggiungeva subito: si dava il tempo per lavarsi e riยญpulirsi per quanto possibile, bere il tรจ, raccogliere le sue cose, curare che venissero caricate in vettura e partire per raggiungere i forzati. Quella mattina perรฒ non cโera motivo di affrettarsi. Per cominciare, il convoglio dei deportati sarebbe partito dalla cittร solo lโindomani, lasciando ancora un giorno per portare a termine alcuni approvvigionamenti e qualche pratica ammiยญnistrativa. Anche i carcerieri desideravano un poโ di riposo e approfittavano sempre delle soste nei centri piรน popolosi per rifornirsi di vodka e tabacco, dormire qualche ora in piรน e magari divertirsi con qualche ragazza. Quel giorno quindi Nechljudov non aveva bisogno di alzarsi di buonโora. Inoltre, lui sperava che Katjuลกa, adesso che era stata graziata, venisse non liberata, gli avevano spiegato il giorno precedente che questo era impossibile, ma almeno trattenuta in cittร in attesa del dispaccio ufficiale che annunciava la sua libertร .
Il giorno precedente si era ripromesso di recarsi di nuovo alla prigione di tappa per ottenere questo. Se Katjuลกa fosse rimasta in cittร , anche il principe Nechljudov vi si sarebbe tratยญtenuto, rimandando cosรฌ il salto nellโignoto. Il ritorno a Mosca per lui infatti si prefigurava tale.
Quando Dmitrij Ivanoviฤ aprรฌ gli occhi, cercรฒ subito con la mano lโorologio: erano passate le undici. Da dietro le tendine della finestra entrava una luce lattea che illuminava il modesto arredamento della stanza: una seggiola zoppa ai piedi del letto, un vecchio comรฒ e un robusto tavolo di rovere. Da piรน di due mesi il principe Nechljudov seguiva il convoglio dei condannati cambiando letto quasi ogni notte, quindi non si sarebbe dovuto stupire del paesaggio sempre nuovo che vedeva al risveglio, eppure quel mattino quasi si spaventรฒ nel trovarsi in una stanza sconosciuta, a mille verste da casa sua. Era proprio a casa sua infatti che aveva creduto di risvegliarsi. Non le camere ammobiliate che aveva affittato negli ultimi tempi ma proprio la sua stanza, quella che aveva occupato fin dallโinfanzia nella grande casa dove lโanno prima era morta sua madre.
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Siamo felici di presentarvi le opere selezionate dalla โGiuria dei lettoriโ per la fase finale della settima edizione di ๐ญ๐๐๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐๐๐๐. – ๐ท๐๐๐๐๐ ๐ณ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐จ๐๐๐๐๐๐๐๐. La cinquina verrร ora giudicata dalla โGiuria delle esperteโ, che decreterร la terzina finalista e lโopera vincitrice.
Nei prossimi giorni ve le faremo conoscere piรน da vicino attraverso lโincipit e una foto di Karyn Minerva.
Nel frattempo, vi sveliamo i titoli:
๐ฐ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ di Carla Muschio, Manni.
๐ณ๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐. ๐ผ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ di Vanessa Roghi, Mondadori.
๐ณ๐ ๐ช๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ท๐๐๐๐๐๐. ๐ญ๐๐๐๐๐๐
๐ ๐พ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐ท๐๐๐๐ ๐ฉ๐๐๐๐๐๐๐๐ di Rachele Ferrario, La Tartaruga.
๐บ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ di Lucia Esposito, Giunti.
๐ป๐๐๐ ๐จ๐๐๐๐๐๐. ๐ณ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐
๐๐๐๐ ๐น๐๐๐๐๐๐๐๐๐ di Chiarastella Campanelli, Graphofeel.
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๐๐ข๐จ๐ฏ๐๐๐ขฬ ๐๐ ๐ ๐ข๐ฎ๐ ๐ง๐จ ๐จ๐ซ๐ ๐๐.๐๐ | ๐๐จ๐ซ๐ญ๐ข๐ฅ๐ ๐๐๐ฅ๐๐ณ๐ณ๐จ ๐๐๐ฆ๐๐ซ๐๐ฅ๐ | ๐๐๐ฌ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ซ๐ญ๐ขChiudiamo i nostri โ๐๐ง๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐ข ๐๐๐ญ๐ญ๐๐ซ๐๐ซ๐ขโ 2025 con il ritorno di una professionista, amica di Femminile, plurale. – Premio Letterario Allumiere, lโAvvocata Luana Sciamanna.
Con lei parleremo di narcisismo, attraverso le pagine del suo ultimo libro โ๐๐๐ ๐ฆ๐จ๐ญ๐ข๐ฏ๐ข ๐ฉ๐๐ซ ๐ง๐จ๐ง ๐ซ๐ข๐๐ฉ๐ซ๐ข๐ซ๐ ๐๐ ๐ฎ๐ง ๐ง๐๐ซ๐๐ข๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐โ. Sarร occasione preziosa per entrare nella fondamentale dimensione della prevenzione e dellโeducazione alle relazioni e allโaffettivitร .
A seguire pizzata collettiva con tutte le amiche e gli amici di Femminile, plurale. Vi aspettiamo!
๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ข๐๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐ฬ ๐๐๐๐ก๐๐๐, ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ข๐ ๐ก๐ ๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐ก๐๐๐๐ง๐ง๐. ๐ธ๐ ๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐ก๐๐๐๐๐๐ ๐ข๐๐ ๐๐๐๐, ๐๐๐ ๐๐ ๐ ๐๐ข๐๐๐๐ ๐๐ข๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐ ๐ก๐๐ข๐๐๐, ๐๐ก๐ก๐๐๐ฃ๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ง๐ง๐ ๐ ๐๐ ๐๐ข๐๐.
๐ผ๐๐๐ ๐ฎ๐๐๐๐๐ ๐ช๐๐๐๐๐๐๐ โ๐ ๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐ ๐ ๐ฬ, ๐๐ ๐๐๐โ๐ ๐๐ ๐๐๐, ๐๐๐ ๐ก๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐ก๐๐ ๐ ๐ ๐ก๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ก๐ก๐๐ฃ๐. ๐ด๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ฃ๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ก๐๐ก๐ฬ, ๐ ๐๐๐ก๐๐๐๐๐ก๐, ๐ก๐๐๐๐ ๐ ๐๐ข๐๐โ๐.
๐ธ ๐๐๐๐๐๐๐ง๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐ก๐๐ ๐ถ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐ก๐๐๐๐ง๐ง๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ก๐ฬ โ๐ ๐๐๐๐ก๐๐ก๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐ก๐๐ ๐ฃ๐๐๐.
๐บ๐๐๐ง๐๐ ๐ ๐ก๐ข๐ก๐ก๐ ๐ ๐ก๐ข๐ก๐ก๐ ๐ฃ๐๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐.
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๐๐๐ซ๐ญ๐๐๐ขฬ ๐ ๐๐๐ ๐ ๐ข๐จ | ๐จ๐ซ๐ ๐๐.๐๐ | ๐๐ฎ๐ฅ๐ ๐๐จ๐๐ข๐ฅ๐ ๐๐๐ฅ๐๐ณ๐ณ๐จ ๐๐๐ฏ๐๐ซ๐๐ง๐๐ ๐๐๐ฆ๐๐ซ๐ ๐๐ฉ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ๐ฅ๐ข๐๐.
Unโopera che mette in relazione la cronaca storica con la dimensione personale, illuminando lโumanitร , il coraggio e le contraddizioni dei protagonisti dellโazione partigiana in via Rasella.
โฆ๐ท๐๐๐๐๐ฬ ๐โ๐๐
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๐ ๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐โฆ๐๐๐ง๐๐ซ๐๐ขฬ ๐๐ ๐๐ฉ๐ซ๐ข๐ฅ๐ ๐จ๐ซ๐ ๐๐.๐๐
Secondo incontro della rassegna โ๐ฎ๐๐ ๐ฐ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ณ๐๐๐๐๐๐๐๐โ di Femminile, plurale.
๐จ๐๐๐๐ ๐ผ๐๐๐๐๐๐๐
Il suo romanzo dโesordio, ๐จ๐
๐๐๐๐๐๐๐๐ (66thand2nd) รจ entrato nella dozzina del Premio Strega 2021 ed รจ diventato una serie per Netflix. Il suo secondo romanzo, ๐ณ๐ ๐๐๐๐๐๐ฬ ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐
๐ (66thand2nd) รจ uscito nellโottobre 2023. Urciuolo lavora anche come sceneggiatrice per il cinema e la serialitร . ร co-creatrice di ๐ท๐๐๐๐๐ (Prime Video, vincitrice del Nastro dโArgento Grandi Serie 2023 per la miglior serie dramedy) e co-autrice delle serie ๐บ๐๐๐ ๐ฐ๐๐๐๐๐ (Netflix).A dialogare con lโautrice ๐ฌ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐จ๐๐๐๐๐๐๐๐๐, giurata esperta di Femminile, plurale. – Premio Letterario Allumiere.
๐ผ๐๐๐๐๐ก๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐ ๐ข๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐ โ๐ก๐๐๐ฃ๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐ ๐โ ๐๐๐ ๐ข๐ ๐๐๐ก๐ ๐๐ ๐๐๐๐ฃ๐๐๐๐๐๐ง๐ ๐ก๐๐ ๐๐ข๐ ๐๐๐๐ง๐ ๐๐๐ฃ๐๐๐ก๐ ๐โ๐ข๐๐ ๐ฃ๐๐๐ ๐ ๐โ๐๐๐ก๐๐.
๐ฉ๐ฒ๐ป๐ฒ๐ฟ๐ฑ๐ถฬ ๐ญ๐ฐ ๐บ๐ฎ๐ฟ๐๐ผ ๐ฎ๐น๐น๐ฒ ๐ผ๐ฟ๐ฒ ๐ญ๐ณ.๐ฏ๐ฌ โFemminile, plurale.โ presenta il primo appuntamento della rassegna โ๐ฎ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐โ e noi li immaginiamo come una convergenza di pensieri, parole, persone che si muovono, si soffermano e generano relazioni destinate a creare memoria.
Vi aspettiamo insieme a ๐ช๐๐๐๐๐๐๐ ๐ฉ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ e alla sua opera ๐ฌ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ presso lโAula Nobile del Palazzo della Reverenda Camera Apostolica.
๐จ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐
๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ช๐๐๐ ๐
๐๐๐๐ ๐จ๐๐๐ ๐๐๐ ๐โ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐
๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐.
๐ผ๐๐๐ ๐๐๐๐ Casa delle Arti ๐ข๐โ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐ก๐๐ก๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐ก๐ก๐ ๐๐๐๐ ๐๐ผ๐ผ ๐๐๐๐ง๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐ท๐๐๐๐๐ ๐ณ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐จ๐๐๐๐๐๐๐๐ – ๐ญ๐๐๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐๐๐๐. ๐๐๐๐ก๐ ๐๐ ๐ฃ๐๐๐, ๐๐๐ ๐ ๐๐ข๐๐๐๐, ๐๐ ๐๐๐๐๐๐, ๐๐ ๐ ๐ก๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐ข๐๐ ๐ก๐ ๐๐๐ ๐, ๐๐๐ ๐๐๐ ๐ฃ๐๐๐๐๐๐ ๐โ๐๐๐! ๐ธ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ก๐ก๐๐๐: ๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐ข๐๐ ๐ ๐ก๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐ง๐๐๐๐โฆ

