La raccolta
ร ancora notte fonda quando sento mamma aprire la porta della stanza per chiamarmi, sebbene io sia sveglia giร da molto tempo. Anzi, forse non mi sono mai addormentata per davvero.
La sua carezza รจ delicata e la mano asciutta mi attraversa tutto il viso.
Non ha ancora quel buon odore che da domani, e poi sempre di piรน nei giorni a venire, le impregnerร la pelle. Un odore che mi riempie di nostalgia, non so perchรฉ.
Penso subito a quanto male faranno, le nostre mani piccole e agili, giร da questa sera.
Riposeranno poi, a fine maggio, quando la raccolta sarร finita.
Questโanno Bianca non parteciperร , si รจ sposata da neanche un anno ed รจ giร quasi a termine. Mi mancherร . Mi sono sempre chiesta, senza avere il coraggio di domandarlo a lei se fosse davvero entusiasta allโidea di sposarsi: Giuseppe รจ un bravo ragazzo, ma Bianca avrebbe potuto aspettare ancora qualche anno, almeno uno, prima di diventare una madre di famiglia. Ma lโanno scorso nostro padre ha parlato con il padre di Giuseppe, durante la raccolta, e a settembre Bianca รจ andata in sposa.
Ora che lei non cโรจ piรน, toccherร a me gestire le sorelle piรน piccole. Qualcuna di loro, una in particolare, non sarร una compagnia piacevole, ma non vedo comunque lโora di cominciare. Questo รจ il periodo piรน faticoso dellโanno, eppure rimane anche il piรน eccitante: in poche settimane vedrรฒ piรน persone di quante ne possa incontrare qui, a casa mia, durante tutto un intero anno. E non so perchรฉ, ma mi sembrano sempre di piรน e sempre nuove, anche se mio padre sostiene che sono le stesse facce da anni, ormai, le stesse famiglie, ben conosciute e apprezzate, per fare quello che fanno.
Mi alzo in fretta, eccitata e nervosa.
ยซHai preparato tutto, Emma?ยป mi domanda mia madre.
Annuisco, mentre mi vesto.
ยซLe tue sorelle ti aspettano di lร . Sbrigati.ยป
Sospiro nella penombra della stanza, mentre con lo sguardo indugio sulla porta lasciata accostata da mia madre. Mi aspetta il compito che fino a un anno fa era di Bianca: scegliere chi si occuperร della raccolta.
[Foto di Karyn Minerva]
#LaSignoraDelNeroli #ChiaraFerraris #Ferraris #Piemme #incipit #copertina #foto #fotografia #femminileplurale #premioletterario #Allumiere #Roma #premioletterarioallumiere #concorso #libri #lettaratura #cultura #opere #opereinconcorso #cinquina #concorso #selezione #giuria #lettori #ottavaedizione
Il mio nome lo aveva scelto mio padre, ed era il primo legame tra noi. Mentre il cordone ombelicale mi sembrava una cosa piรน fisica, piรน sporca e nodosa, e quindi lo aborrivo come la compagnia di mia madre, quelle tre sillabe mi sapevano di pulito. Da ciรฒ che mi era stato raccontato, lโostinazione capricciosa di mio padre aveva avuto la meglio sul nome della mia nonna materna. Per lui ero Cecilia, sempre piena, completa, perchรฉ era fiero di me. Invece mia madre lo scorciava alle prime sillabe, perchรฉ assomigliassi a mio fratello. Quattro lettere per entrambi, perfetta uguaglianza.
Il motivo del mio nome lโho sempre ignorato. Cosรฌ, quando scoprii che mi chiamavo come un anfibio, e per giunta uno dei piรน brutti, accolsi la notizia con la serenitร che accompagna le cose giร date. La cecilia รจ un verme del Sud America, maschio e femmina, e non vede.
Durante lโestate dei miei tredici anni il mio nome di anfibio, pieno e tronco allo stesso tempo, cambiรฒ in Luca. Come mio fratello.
[Foto di Karyn Minerva]
#LaCecilia #MichelaPanichi #Nottetempo #incipit #cinquina #femminilepluraleallumiere #ottavaedizione
Morรฌ colpito in pieno dalla ruota di un carro.
Era giovedรฌ sera e desiderava solo raggiungere il marciapiede dallโaltra parte della strada. Mosse qualche passo verso sinistra e urtรฒ un cavallo. Immagino si sia spaventato avvertendo le sue scarpe scivolare sullโasfalto bagnato, ma quando atterrรฒ al suolo era miracolosamente vivo. Il suo volto fu solo sfiorato dagli zoccoli dellโanimale e dalle ruote anteriori del pesante mezzo che cercรฒ di evitarlo senza riuscire, perรฒ, a fermarsi.
Fu la ruota posteriore sinistra a schiacciare lโostacolo.
Sei tonnellate pesarono sulla sua testa.
Un incidente, una disgrazia, un evento che non aveva niente di eccezionale in sรฉ.
Fu tutto.
19 aprile 1906
Parigi era strana quella sera. Avvolta in un sobrio pudore, come se si sentisse in colpa. Le luci e i rumori assordanti avevano lasciato spazio a un vestito dimesso e a capelli raccolti in una crocchia ordinata. Parigi aveva smesso di sedurre in quel 19 aprile 1906 e io me ne sarei dovuta accorgere, se solo non fossi stata cosรฌ attenta a Irรจne e a tutta quella pioggia.
Appena entrai in casa, capii che anche lรฌ cโera qualcosa di diverso. Lโaria era secca come sempre, ma lโatmosfera era carica di tensione. Cโera un vago odore di cappotti umidi, di gomma bagnata e di fumo di sigaretta. Emma, la nostra governante, mi aspettava immobile al centro della stanza, stranamente pallida. Mi guardรฒ con unโespressione che di primo acchito non riuscii a decifrare. Afferrรฒ mia figlia, le sfilรฒ il soprabito e la portรฒ in cucina con sรฉ, come se non vedesse lโora di sottrarsi alla mia presenza.
Lo compresi tempo dopo, quando tornai a ripensare a quel momento, che era spaventata.
Paul Appell, preside della Facoltร di Scienze, e Jean Perrin, un caro amico, occupavano lo spazio a pochi passi da me e anche quello era strano. Avvertii la tensione crescere e attraversarmi la pelle. I loro occhi erano troppo rossi, troppo piccoli, troppo disperati.
Tu non cโeri piรน e io lo compresi prima che quelle parole arrivassero a ferirmi.
ยซPierre รจ morto…ยป
Qualcuno mi strinse un braccio per impedirmi di cadere e il mio sguardo scivolรฒ sulle pareti della stanza. I mobili emanavano odore di cera, contenevano indumenti, documenti e oggetti, le nostre cose di cui avrei voluto fare lโinventario, per impedire alla mia mente di ascoltare quelle parole. Ascoltare il suono delle campane, il loro pesante peso bronzeo risuonare con tono solenne e poi quel rumore insolito, la ghiaia stridere sotto le ruote del carro che ti stava riportando da me.
Il tuo corpo era una figura immobile in un mondo ancora in movimento. Ti accarezzai il volto. Il danno alla testa non si vedeva perchรฉ ti avevano ripulito con molta attenzione, si esprimeva solo nellโassenza di te che avvertivo sotto le dita.
[Foto di Karyn Minerva]
#IoSonoMarieCurie #SaraRattaro #Rattaro # Sperling&Kupfer #incipit #copertina #foto #fotografia #femminileplurale #premioletterario #Allumiere #Roma #premioletterarioallumiere #concorso #libri #lettaratura #cultura #opere #opereinconcorso #cinquina #concorso #selezione #giuria #lettori #ottavaedizione
Luglio 1943
Durante i bombardamenti che avevano preceduto lo sbarco degli alleati, Rosina aveva mantenuto il suo abituale contegno controllato, mentre la figlia Sara quasi perdeva la ragione, e correva a perdifiato verso il rifugio tenendo per mano Mariuccia, la sua bambina. Rosina, invece, prendeva la borsetta, metteva lโimmancabile cappellino nero con la veletta che le copriva il viso fino al mento e si avviava verso il rifugio al braccio di suo genero, a passo risoluto ma misurato.
Palermo era stata quasi rasa al suolo dalle forze alleate, che bombardavano dal cielo per preparare lo sbarco. Avevano cominciato gli inglesi. I Lancaster della RAF giravano sopra la cittร cercando lโobiettivo. La piccola Mariuccia li sentiva, facevano un rumore inconfondibile, come un ronzio intermittente. Iniziava da molto lontano e lei non era sicura che fossero veramente i bombardieri. Metteva la testa sotto il cuscino per la paura, non lo voleva sapere. Aveva visto le macerie vicino al porto e pensava che se fosse caduta una bomba sulla loro casa, di loro non sarebbe rimasto piรน niente. Ma poi il rumore si avvicinava, diventava piรน distinto. Allora non poteva piรน fare finta di ignorarlo e correva nella stanza dei genitori. Sara era giร in piedi, con i pochi gioiellini dโoro e gli scarsi risparmi nascosti in una sacca di stoffa cucita sotto il vestito. Mariuccia si stringeva alla mamma o al papร e aspettava. Il piรน delle volte non cโera bisogno di uscire di casa. Gli aerei restavano lontani, bombardavano fuori Palermo, forse lโaeroporto di Boccadifalco. Si sentivano dei tonfi sordi, ed era meglio non pensare a chi era rimasto sotto.
Ma quando avevano iniziato gli americani, era stato il disastro. Appena suonava la sirena, giร le bombe erano cadute, non piรน solo sul porto ma sullโintera cittร . Tutti correvano ai rifugi, benchรฉ si sapesse che non erano sicuri. Alcuni erano solo delle grotte naturali, quelle della setta dei Beati Paoli che risalivano ad alcuni secoli prima. Decine di persone erano morte per una bomba scoppiata proprio davanti allโentrata.
Tutti andavano a letto completamente vestiti. Appena suonava lโallarme, subito si levavano e si affrettavano verso il bunker. Sara prendeva Mariuccia per mano e correva come una forsennata. Ogni tanto si fermava e si guardava alle spalle.
Il marito e la madre rimanevano sempre indietro. Allora lei si metteva a gridare: ยซAmunรฌ, currรฌti, currรฌti, presto, presto!ยป.
[Foto di Karyn Minerva]
#DonneDiUnAltroMondo #MariaGraziaGiammarinaro #Giammarinaro #AllAround #incipit #copertina #foto #fotografia #femminileplurale #premioletterario #Allumiere #Roma #premioletterarioallumiere #concorso #libri #lettaratura #cultura #opere #opereinconcorso #cinquina #concorso #selezione #giuria #lettori #ottavaedizione
Roberta Recchia:
“Tutta la vita che resta”,
“Io che ti ho voluto cosรฌ bene” (Rizzoli).
๐ Due libri che ci hanno fatto sognare e che continuano a raccontare emozioni.
Vi aspettiamo giovedรฌ 18 giugno allโ incontro letterario con Roberta Recchia per lasciarci trasportare insieme dalla magia delle storie.
17 giugno ore 20:47: La Tempesta Silenziosa.
Nel cortile della Casa delle Arti ci fermiamo. Spegniamo il rumore e apriamo un libro. Allumiere aderisce all’iniziativa nazionale ideata da Alessandro Baricco: leggeremo insieme Le notti bianche di Dostoevskij, mentre il tramonto scende. Il libro sarร nostro ospite: portate solo voi stesse e voi stessi.



Dopo settimane di letture, confronti, emozioni condivise e pagine girate fino a tardi, le lettrici e i lettori di ๐ญ๐๐๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐๐๐๐. – ๐ท๐๐๐๐๐ ๐ณ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐จ๐๐๐๐๐๐๐๐ hanno scelto.
Cinque titoli. Cinque voci. Cinque storie che ora passano nelle mani della giuria esperta.
Eccola, la nostra cinquina finalista:
๐ ๐๐๐ซ๐ข๐ ๐๐ซ๐๐ณ๐ข๐ ๐๐ข๐๐ฆ๐ฆ๐๐ซ๐ข๐ง๐๐ซ๐จ โ ๐๐จ๐ง๐ง๐ ๐๐ข ๐ฎ๐ง ๐๐ฅ๐ญ๐ซ๐จ ๐ฆ๐จ๐ง๐๐จ (๐๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐๐ฅ๐ฅ ๐๐ซ๐จ๐ฎ๐ง๐)
๐ ๐๐ก๐ข๐๐ซ๐ ๐ ๐๐ซ๐ซ๐๐ซ๐ข๐ฌ โ ๐๐ ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐จ๐ซ๐ ๐๐๐ฅ ๐๐๐ซ๐จ๐ฅ๐ข (๐๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐๐ข๐๐ฆ๐ฆ๐)
๐ ๐๐๐ซ๐ ๐๐๐ญ๐ญ๐๐ซ๐จ โ ๐๐จ ๐ฌ๐จ๐ง๐จ ๐๐๐ซ๐ข๐ ๐๐ฎ๐ซ๐ข๐ (๐๐ฉ๐๐ซ๐ฅ๐ข๐ง๐ & ๐๐ฎ๐ฉ๐๐๐ซ)
๐ ๐๐๐ซ๐ ๐๐๐ฆ๐๐๐ณ๐ณ๐ โ ๐๐ฎ๐๐ง๐๐จ ๐ข ๐๐ข๐จ๐ซ๐ข ๐๐ฏ๐ซ๐๐ง๐ง๐จ ๐ญ๐๐ฆ๐ฉ๐จ ๐ฉ๐๐ซ ๐ฆ๐ (๐๐จ๐ง๐ ๐๐ง๐๐ฌ๐ข)
๐ ๐๐ข๐๐ก๐๐ฅ๐ ๐๐๐ง๐ข๐๐ก๐ข โ ๐๐ ๐๐๐๐ข๐ฅ๐ข๐ (๐๐จ๐ญ๐ญ๐๐ญ๐๐ฆ๐ฉ๐จ).
Cinque libri scelti da chi li ha letti davvero, con cura e passione.
Ora tocca alle giurate esperte accompagnarli verso il traguardo finale.
โจ 6 agosto โ Scopriremo la terna finalista.
โจ 28 agosto โ Conosceremo il nome della scrittrice vincitrice dellโVIII edizione.
๐ Nei prossimi giorni conosceremo piรน da vicino le finaliste. Restate con noi: il bello deve ancora venire.
๐ธ (Ph. Karyn Minerva, presso Casa delle Arti )
#FemminilePlurale #PremioLetterarioAllumiere #Cinquina #LibriFemminili #Allumieres

๐โจUn libro e tante voci femminiliโจ๐
Ci vediamo per la presentazione del libro โTi trovo cambiataโ di Francesca Calamita, un libro straordinario che raccoglie pensieri, esperienze e confessioni di oltre 400 donne su politica, lavoro, sesso, famiglia e bellezza. Un ritratto collettivo dell’Italia femminile di oggi, sessant’anni dopo la celebre inchiesta di Gabriella Parca. Un progetto di femminismo collettivo che parla esattamente la nostra lingua: quella di Femminile, plurale. – Premio Letterario Allumiere.
E dopo la presentazione? Ci fermiamo a mangiare una pizza insieme! Un’occasione unica per raccontarle il nostro progetto, scambiarci storie, farci conoscere da vicino.
๐ Venerdรฌ 29 Maggio๐ Ore 17.30๐ Palazzo della Reverenda Camera ApostolicaVenite in tante: piรน siamo, piรน voci ci sono. E le voci, si sa, sono il nostro punto di forza.